Il centrotavola

I fiori sanno ridere, i fiori sanno sorridere, i fiori sanno anche assumere un’aria triste, giungendo persino alla disperazione – ma nessun fiore sa piangere. La natura è totalmente stoica; per questo ci offre il più sublime esempio di coraggio ed è la nostra maggiore consolatrice.
(Malcolm de Chazal)

Il centrotavola è l’elemento chiave della mis en place: quando gli invitati si siedono al tavolo possono ammirare in tutta la sua perfezione il coordinato scelto dagli sposi.

Gli occhi corrono dai piatti ai particolari del tessuto della tovaglia, fino al posizionamento del menù. E poi eccolo lì il centrotavola.

Il decoro della tavola deve essere armonico e poco invadente: per raggiungere questo obiettivo, è necessario regolare anche il numero di persone al tavolo; infatti, perché i vostri invitati siano comodi è meglio evitare di fare tavoli troppo numerosi. Di solito, consiglio di non andare mai oltre le dieci persone al tavolo: se non si riuscisse a restare nei termini, bisogna chiedere al catering o al responsabile della location quali sono i tavoli più grandi disponibili (e soprattutto quanti).

Possiamo fare una grande scrematura nella tipologia di centrotavola tra quelli floreali e quelli non floreali: è una scelta totalmente personale, in quanto bisogna per primo amare i fiori recisi ( che si arricchiscono anche di frutta ed altre elementi decorativi come bacche…).

Il centrotavola

Il centrotavola non floreale assume grande significato in contesti moderni: Valentina e Renato per esempio (http://www.manuelamartinelli.it/3235-2/)  hanno scelto una composizione di un trittico di vasi, con candele galleggianti e lanterne, rispecchiando la location e un matrimonio elegante e moderno.

Oppure Barbara e Daniele hanno scelto di portare il tema del matrimonio anche nei loro centrotavola: insieme alla loro conoscenza approfondita di Harry Potter, abbiamo creato un’ambientazione unica per ogni tavolo, riprendendo i luoghi o riferimenti ai protagonisti con l’uso di elementi specifici creati ad hoc.

Per scegliere bene il centrotavola, bisogna guardare anche alla grandezza della sala e alla sua altezza: un centrotavola basso (floreale o no) potrebbe perdersi e non avere la giusta importanza. Di solito, per una location con un salone a doppia altezza (come i saloni da ballo o chiese sconsacrate) si consiglia di utilizzare un centrotavola che si sollevi dal livello della tavola per dare più respiro e un aspetto coreografico.

I sostegni che si usano sono diversi: di solito i preferiti sono i candelabri, ma ultimamente anche sostegni di plexiglass o di vetro, come le coppe Martini sono molto utilizzate.

Giustamente, ci si chiede se queste strutture non impediscano la visuale agli ospiti: la loro presenza non disturba l’interazione tra gli ospiti perché non danno fastidio, soprattutto le alzate di vetro trasparente o di plexiglass.

Negli ultimi anni, la moda del centrotavola si è evoluta e ci siamo spostati verso l’utilizzo di vasi di forme e altezze diverse che gli danno movimento e diventa “scomposto”; un esempio è quello scelto da Francesca e Stefano (http://www.manuelamartinelli.it/un-matrimonio-verde-smeraldo/) : creato con diversi elementi e vasi decorati riccamente, smorzano la formalità del tavolo.

Insomma, con il mio aiuto possiamo scegliere lo stile più giusto che si adatti alla location del matrimonio, ma soprattutto che piaccia agli sposi. E li rappresenti.

La tavola dai colori naturali

Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore.
(Italo Calvino)

Dopo due allestimenti di tavole che strizzano l’occhio alla tradizione, questa volta ho optato per una tavola dai colori naturali.

Ho pensato alla tendenza di arredamento che spesso si vede sui vari social, soprattutto INSTAGRAM, in cui lo stile scandinavo la fa da padrona.

E ’sicuramente una tavola moderna che anche con elementi naturali e più leggeri, comunque riesce a mantenere un tocco di eleganza e di raffinatezza: ovviamente non mancano i simboli tradizionali del Natale.

I colori di riferimento che abbiamo scelto sono: il bianco, il marrone il color talpa e l’oro.

Il color talpa è difficilmente identificabile, ma è in grado di dare quel tocco in più, quella sensazione di colore senza soffocare.

I materiali che ho utilizzato sul tavolo sono quelli che avremmo trovato in un bosco, come il legno, le pigne e il bianco della tovaglia.

All’interno della casetta bianca, abbiamo sostituito le candele con la cera, con quelle di LED: non scaldano e comunque creano un’atmosfera davvero magica.

La tavola di Natale è rossa

Se pensiamo a tutto quello che riguarda il Natale, il primo colore che ci viene in mente è il rosso, magari abbinato con il verde e il bianco.

Antropologicamente, il rosso è il colore della vitalità: legato all’idea del sangue, del principio della vita era già visibile nella rappresentazione degli uomini primitivi. Ecco perché si celebra anche la nascita di Gesù, in questo periodo come  i riti propiziatori per il raccolto.

Il rosso è anche il colore della regalità, sia legato alla nascita religiosa sia alla nascita pagana: dobbiamo anche ricordare che le persone importanti indossavano tuniche rosse, bordate di ermellino proprio per sottolineare il ruolo e di essere la massima autorità.

Ecco perché il secondo allestimento che vi propongo è rosso.

La tavola di Natale è rossa, per tradizione.

Ho iniziato ad allestire la tavola a partire dal runner rosso, con una trama larga che corre attraverso tutta la lunghezza: giusto per far comprendere quale sia il colore dominante!

Le candele lunghe bianche non mi piacciono, ma non ho resistito al richiamo dei candelabri d’argento che riflettono la luce.

Utilizzando qualche piccola riproduzione di alberi verdi, di qualche slitta ho ricreato una piccola ambientazione di un paese, come in quelle cartoline (che ora sono vintage), dove si vedeva anche la chiesetta magari illuminata. Piccole casette rosse, con gli infissi bianchi, continuano a creare una ambientazione del paese: al loro interno, per la cena, un piccolo LED che crea ambientazione e scalda l’atmosfera.

Il sottopiatto è rosso, in feltro e ha una figura diversa per ogni commensale: riesce a rendere ancora più bianco il piatto e ne sottolinea ancora meglio la sua semplicità.

Ho arricchito il runner con un tono verde scuro che ricorda l’albero della tradizione: guardando bene, è una coccarda che in questo caso utilizzo come centrotavola, ma che l’anno prossimo potrà essere utilizzata magari per decorare la porta d’entrata.

Una piccola chicca è la tazza della collezione della Royal Albert, con la rappresentazione per il mese di dicembre di un pungitopo e di una delicata decorazione con l’alternanza rossa e verde: al suo interno, invece che una bevanda fumante, una piccola pallina di Natale. Ovviamente rossa.

Non possono ovviamente mancare i pan di zenzero, anche di gesso oltre che di resina, che possono poi essere profumati a piacimento con un gioco di essenze, ma non a tavola.

La tavola bianca delle feste

Le giornate si accorciano e con ancora in bocca il sapore della zucca, si pensa già alle decorazioni del Natale e della casa. Si percepisce nei negozi, negli uffici ma è in casa che vediamo, con l’immaginazione, accendersi le luci!

Nei giorni che precedono il Natale, interrompo il racconto degli eventi di questo 2019 per parlare della tavola delle feste: visto che il mio lato forte non è la cucina, mi dedico alle decorazioni.

Giocare con i colori, con i materiali, con gli elementi decorativi, vecchi e nuovi, con una tradizione o meno mi diverte e mi aiuta a sperimentare.

La tavola delle feste quindi può essere riprodotta sia per una cena aziendale, sia per una cena tra amici: è l’aria di festa che pervade tutto.

Ho pensato a tre colori:

  • Bianca
  • Rossa
  • Nature.

Iniziamo con la tavola bianca. Ho scelto il colore bianco, in quanto il suo significato viene spesso legato alla purezza, ai sentimenti nobili e al desiderio di cambiamento: è una catarsi giusta per il Natale, in un momento in cui vogliamo assolutamente ripulirci dalla tristezza del mondo e guardare al futuro.

Il bianco è anche il colore che comprende tutti i colori dello spettro luminoso; è un grado di allargare i nostri orizzonti, di riflettere e di ampliare i nostri confini.

Simboleggia anche il principio della fase vitale: In linea generale, il bianco esprime speranza per il futuro, la fiducia sia nelle persone che nel mondo in generale.

La mia tavola è reinterpretata con la presenza di un torchon di gypsophila fresca che attraversa la tavola: ogni commensale è presentato a specchio e tutti devono trovare i medesimi allestimenti. Hanno tutti una scatolina bianca con dentro una sorpresa (cioccolato o marshmallow) e un piccolo pan di zenzero di gesso.

Il centrotavola è lineare, semplice, ma con una piccola lanterna di vetro che contiene un paesaggio: se fosse una cena, si potrebbe anche inserire dei led.

Mi è piaciuto molto potere creare dei pupazzi di neve personalizzabili nei dettagli, nel nome e nel loro aspetto fisico: possono essere decorati con la lana e i bottoni.

Verso la fine della tavola, ci sono i regali: sacchettini e scatoline personalizzabili con il nome scritto a mano, sulla scatola.