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Vento di dolcezze: una sweet table piena di coccole!

Chi ha detto che una sweet table e candy bar siano solo da contestualizzare all’interno dei dsc_2343matrimoni? Sdoganiamo questo concetto: quando c’è qualcosa da festeggiare, è necessario avere sempre un finale dolce e zuccherato come solo una sweet table può fare, per lasciare ancora di più un bel ricordo.

E’proprio l’occasione che mi ha dato Vento di Coccole (https://www.facebook.com/Vento-di-Coccole-785900751527833/?fref=ts), parrucchieri ed estetisti che hanno deciso di festeggiare con un aperitivo rinforzato i due anni di attività insieme a tutti i loro clienti! Ed ecco quindi la miglior occasione per concludere in bellezza questa festa, portandosi via qualche caramella e qualche confetto!

L’attività è gestita da due sorelle, molto affiatate e quindi abbiamo potuto scegliere dei colori diversi dal solito. Diciamo che abbiamo potuto osare con un abbinamento molto chic: il nero e il lilla; sono colori inusuali, ma che si accordano molto bene con il negozio. Il nero è una certezza: rende tutto elegante e affascinante, mentre il lilla anche se delicato è comunque una sferzata di energia, una ventata di primavera (come la sera in cui c’è stato l’evento).

I contenitori utilizzati erano di diversi materiali: i vasi di vetro con il tappo garantiscono sempre una leggerezza nella composizione e una eleganza senza tempo ed erano accompagnati da contenitori di carta con stampe a righe e a pois bianchi e neri.

Insomma tutto molto pop!

Un inspiration Shoot – Un pic nic nel parco

Iniziamo il mese di settembre con un il racconto di un Inspiration Shoot davvero particolare, per aiutarvi a rientrare nella routine quotidiana con un pizzico di amore.

Questo inspiration shoot è nato da un lavoro di team, una collaborazione tra manuelamartinelli.it e Ordine della Giarrettiera http://www.ordinedellagiarrettiera.com/ engagement05_lownelle persone di Alice e Antonella che hanno immortalato i momenti più felici e salienti per questa coppia grazie alla loro esperienza e al loro talento.

La mia attenzione si è concentrata sulla scelta di materiali e sull’utilizzo di colori diversi: celeste, rosa e giallo, piccoli favor con gessetti bianchi, posate di legno e lanterne, materiali di carta e vasi di vetro in una allegra alternanza. Ma ciò che distingue sempre il mio lavoro è sicuramente l’attenzione ai particolari. Infatti, alcuni elementi sono stati creati proprio ad hoc per garantirne l’esclusività.

Il servizio fotografico aveva due scenari fondamentali: il primo è rappresentato da una mis en place geometrica dai colori accesi nei toni del salmone, con piccoli panini dolci meringhe e biscotti. Mentre il secondo scenario è la sweet table ricca di vasi e alzatine con meringhe, biscotti caramelle. Insomma una merenda e un paradiso per i golosi!

Si è creato quindi un pic nic semplice ma ricco di piccole curiosità, per celebrare un momento di amore, di intimità molto particolare e che fosse per i protagonisti assolutamente una esperienza indimenticabile.

Questo insipration shoot potrebbe essere il punto di partenza per pensare ad un matrimonio easy chic tanto di moda adesso e magari…. per fare la domanda fatidica “mi vuoi sposare?”. E poi sapete chi contattare! :)

Un servizio di maternity nel giardino di casa

Quando comincio a pensare da quanti anni conosco una persona, significa che il tempo è volato e non me ne sono accorta! E questo è successo con Valentina: ci accomuna lo stesso settore di lavoro, infatti ci siamo conosciute in un corso di aggiornamento proprio sull’organizzazione eventi.
E abbiamo anche lavorato insieme, nel lontano (neanche tanto) 2012, poiché abbiamo organizzato DSC_1905insieme un matrimonio nel piacentino! Quanti ricordi!

E adesso ho potuto condividere un momento molto importante: quando abbiamo scattato queste fotografie mancava meno di un mese alla nascita del terzo bimbo. E quello che ci attanagliava era il dubbio del sesso del bimbo. Sarebbe stato il terzo maschio???

Abbiamo scattato le fotografie nel giardino di casa, un ambiente ben conosciuto dai bambini che si muovevano a loro agio. Ma così abbiamo messo Stefano in vista di tutto il paese che ovviamente quel giorno aveva deciso di transitare nella via!

I bimbi hanno partecipato tutti molto volentieri. In effetti oltre che fotografie di maternity, abbiamo così creato una ritrattistica di famiglia: abbiamo immortalato un momento di trasformazione e di accoglienza del nuovo.

Il servizio di maternity ci ha aiutato a celebrare l’ultimo mese di gravidanza, con pose molto semplici e qualche accortezza: un ritratto semplice, ma che cerca di immortalare un momento emozionante per una futura mamma.

Insieme a Valentina, ho scelto colori tenui, come una piccola pennellata di primavera e ci siamo concentrate sul verde salvia. Parte integrante ed importante è sicuramente rappresentato dal lettering. Sempre molto delicato con scritte tipo “LOVE” diventano parte integrante del racconto; ci aiuta a sottolineare alcuni concetti molto importanti e a concentrare la nostra attenzione sui particolari.

E dopo qualche settimana, abbiamo dato il benvenuto a Cecilia Maria!

Il photobooth

Ormai da qualche anno, si è sviluppata una moda simpatica e che crea un po’ di movimento nei matrimoni: il photobooth.

La creazione di un angolo completamente dedicato a questo momento ludico e divertente garantisce di diventare un luogo protetto, dove cadono i ruoli e dove è possibile socializzare con gli invitati e dedicarsi ad un momento di fotografie non istituzionalizzate.maccioni-660

Di solito, i materiali del photobooth sono i più diversi: si preparano piccole lavagnette cancellabili, su cui scrivere con il gesso messaggi d’auguri agli sposi oppure mascherine sorrette da un piccolo bastoncino e che rappresentano quindi baffi, labbra, occhiali e fiocchi e tutto quello che la fantasia suggerisce.

Addirittura in alcuni angoli di photobooth che ho organizzato, abbiamo inserito cappelli strani, cornici fotografiche vuote, boa, coroncine, orecchie di renna finte, nasi finti e ghirlande hawaiane. Insomma, proprio un set di travestimenti molto ben organizzato!

Se avete buona manualità, potete anche creare alcuni di questi travestimenti in maniera handmade, oppure se non avete capacità o tempo comprare direttamente i kit già pronti.

Gli invitati possono così alzarsi dal tavolo e divertirsi, travestendosi: è un momento che accomuna tutti coloro che vogliono avere una fotografia divertente che ricordi questo giorno speciale per gli sposi. Ed è molto bello vedere anche come gli sposi vengano coinvolti in questo angolo e ne diventano parte integrante.

Il photobooth può rientrare nell’organizzazione della giornata del matrimonio (ma non solo) in due modi: il primo modo è sicuramente dettato dallo scatto del fotografo ufficiale (o un suo assistente) che si dedica per un determinato periodo di tempo a scattare le fotografie. Attenzione alla gestione del tempo e delle tempistiche: non facciamo accavallare.

Il secondo modo è la gestione autonoma dell’angolo: gli invitati si scattano fotografie tra di loro, senza l’intervento del fotografo ufficiale.

Le fotografie scattate possono essere poi caricate direttamente sui social, magari comunicando agli invitati un hastag da utilizzare per facilitarne quindi la ricerca e la creazione di una gallery apposita!

E poi si dice che ai matrimoni ci si annoia!

Credit Photo: Natural Emotion

 

 

Il belly painting: una pancia tutta da colorare

Non riesco a dire di no alle nuove esperienze che mi conducono un pò più in là, che mi fanno provare nuove emozioni.

E quindi sono stata molto contenta di creare un allestimento per il belly painting con Elisa, una DSC_1034nuova esperienza creativa che si sta affacciando qui in Italia e che proviene direttamente dagli Stati Uniti.

La pancia delle future mamme diventa una tela, il mezzo con cui possiamo comunicare con il bambino: tramite l’utilizzo di colori ad acqua e tamponi delicati si possono creare universi di colori, forme e immagini.

Per la futura mamma è un momento di rilassatezza, di gioco ma anche di confronto e di esternazione di desideri ed aspettative: ecco perché si fa a domicilio, perché si senta totalmente in relax. Si chiacchiera, si disegna, si fotografa e si ride!

Prima di iniziare a dipingere, si scattano fotografie di maternity quando la pancia non è ancora una tela. Poi Elisa inizia la sua creazione e il suo dipinto: senza bozzetto o disegno preparatorio, la composizione dei colori prende forma. Ed è molto emozionante poter partecipare al percorso creativo, osservare l’impegno, le idee e il talento.

In questo caso, sono stati usati colori estivi, legati a i girasoli ed è stata disegnata la scritta LOVE. Perché, alla fine di tutto, si riconduce sempre all’amore in tutte le sue forme.

Ma come mai è stato richiesto il mio intervento?

Il mio contributo è stato richiesto per coordinare il momento di servizio fotografico, prima durante e dopo la creazione del disegno: in più, abbiamo creato un allestimento a tema con girasoli e coroncine, teli bianchi impalpabili che hanno creato un’atmosfera presente nelle fotografie che renderanno indelebile questa esperienza.

Il belly painting non è solo una esperienza individuale, ma potrebbe essere vissuto in maniera collettiva insieme ad amiche incinta o compagne di corsi pre – parto e perché no, magari un regalo per una futura mamma!

Vuoi saperne di più e vuoi qualche informazione?

Scrivi a manuela@manuelamartinelli.it e rimarrai sorpresa da questa esperienza.

 

 

Il servizio di coppia di Valentina e Mirco

È soltanto nelle misteriose equazioni dell’amore che si può trovare ogni ragione logica. Io sono qui grazie a te. Tu sei la ragione per cui io esisto. Tu sei tutte le mie ragioni.

John Forbes Nash jr

Con questa frase ho accompagnato l’album di fotografie estratto dal servizio fotografico di Valentina e Mirco, DSC_9832protagonisti di un servizio di coppia.

Eh sì, le fotografie di coppia possono essere sganciate in maniera assoluta dal matrimonio e dall’engagement: è sicuramente un momento intimo che la coppia si ritaglia, per stare insieme, per “risintonizzarsi” oppure per celebrare un momento molto particolare.

E di cui io ne sono il testimone privilegiato.

Insieme a Mirco e Valentina, abbiamo scelto la scenografia di Villa Toeplitz, a Varese, un luogo emotivamente importante per loro, visto che qui scattarono alcune fotografie, prima di scoprire che la famiglia si sarebbe allargata. E sarebbe arrivata Iside.

Ci siamo presi un intero pomeriggio di relax, per creare un feeling con l’obiettivo e abbiamo così potuto creare una situazione emozionante e naturale, ma contornata da sorrisi e momenti di complicità.

Ma cosa c’entra la figura della wedding planner con un servizio fotografico?

Collaborando insieme al fotografo, creo alcune atmosfere, sensazioni e situazioni romantiche, con un allestimento particolare: posso utilizzare materiali e forme diverse grazie ad alcuni nastri (magari del colore scelto insieme al fotografo), i fiori, le scritte oppure un ombrello. Alcuni elementi poi sono ispirati dal posto e dalla coppia e dalle pose che essi assumono.

Il “lettering” ha comunque sempre un peso importante durante l’allestimento: giochiamo con alcune scritte tipo LOVE e con alcune lettere iniziali dei nomi dei protagonisti che poi regalo, come ricordo.

Il servizio di coppia quindi si apre a tante celebrazioni; anche le coppie sposate possono regalarsi un servizio di coppia, visto che spesso le uniche fotografie “belle” sono quelle del matrimonio! J Un anniversario potrebbe essere l’occasione per regalarsi una nuova esperienza.

Insomma, un’esperienza da vivere!

E cosa stai aspettando? Scrivi a manuela@manuelamartinelli.it

 

 

Fotografia e Matrimonio – Intervista ad Aldo Giarelli

Quando si parla di matrimonio non si può non parlare di fotografia. Ma cosa significa affidare ad un professionista le immagini del giorno più bello? Come si svolge un servizio fotografico per un matrimonio? Quali sono i consigli per l’album dei ricordi? Queste e tante altre domande sono state protagoniste di una bella chiacchierata con Aldo Giarelli, fotografo.

Buona lettura!

Manuela Martinelli: Da piccolo volevi fare il fotografo?

Aldo Giarelli: Da piccolo volevo fare il veterinario perché si viveva fuori città, il missionario perché si viaggiava tanto ma decisamente non il fotografo. E’ un amore nato in età matura.

MM: La tua passione per la fotografia è diventata un lavoro?

AG: Fortunatamente sì. Da 6 anni la fotografia mi paga le bollette :)10998820_10205379354338436_8043008519207036487_o

MM: Come ti sei avvicinato alla fotografia da matrimonio?

AG: Come mi sono avvicinato a tutti gli altri generi: studiando. Il matrimonio ha tempi, rituali, stili: non basta fare presenza, bisogna sapere quando intervenire, come dividere i tempi, come realizzare un servizio che rappresenti davvero la coppia.

 

MM: Che cosa significa per te fare delle belle fotografie?

AG: Una bella fotografia è una foto che fra 10, 20 o 50 anni continuerà ad essere bella. A volte il ricordo di qualcosa sfuma col tempo, una bella fotografia non lo permette.

MM: Quali elementi catturano la tua attenzione quando scatti una fotografia?

AG: Che domanda difficile, Manu!! Non so rispondere sai? Quando scatto non penso a niente, anzi mi godo proprio la scena che vedo nell’oculare della macchina fotografica. Ogni tanto scatto perché è giusto scattare in quel momento, ma se devo essere sincero sono io quello rapito da quello che passa davanti alla lente.

MM: Segui personalmente i matrimoni? Prendi più matrimoni al giorno?

AG: Seguo personalmente ed esclusivamente. Non sono uno studio che appalta un matrimonio a più collaboratori, quando due sposi mi scelgono sanno che io presenzierò al loro evento. Non posso quindi prendere più impegni in un solo giorno per due motivi: primo perché non voglio far vivere agli sposi la fretta di dovermene andare e non riuscire a riprendere tutta la loro cerimonia, il secondo motivo è che se facessi due matrimoni in meno di 24 ore, probabilmente morirei.

MM: C’è un limite di orario e/o di scatti?

AG: Il mio impegno standard è di circa 9 ore. In questo tempo si riesce a coprire il 99% delle cerimonie. Se però gli sposi hanno piacere di avermi oltre, basta che me lo chiedano, anche durante la giornata di matrimonio. Io garantisco un numero minimo di scatti che realizzo che quantifico in 500. Se poi realizzo più scatti, li consegno tutti senza sovrapprezzo.

MM: Come instauri la relazione con gli sposi? Quanti appuntamenti fai con le coppie?

AG: Di solito si fanno tutti gli appuntamenti preliminari di cui gli sposi hanno bisogno. A volte hanno domande sulle tempistiche, sul tipo di foto che vogliono realizzare e sui vari servizi accessori che offro. Generalmente con due o tre incontri ci si sceglie. Uso il plurale perché mi capita sempre che si crei un feeling reciproco per cui a me fa proprio piacere realizzare il racconto fotografico di quella coppia. Molto spesso quando non c’è quel feeling i due sposi scelgono un altro professionista. Dal momento in cui si firma il contratto, mi informo su ogni dettaglio del loro evento e gli faccio capire che son diventati una mia priorità.

MM: Come si struttura un servizio fotografico per un matrimonio?

AG: Si struttura…. Bene! Fino alla cerimonia i tempi devono essere precisi al secondo. Una volta in location il ritmo si distende ma l’evento continua ad avere delle tempistiche che mi premuro di stabilire col catering e con chi supervisiona l’evento. Quello che garantisco agli sposi è che alla fine avranno tutto e tutti quelli per cui hanno speso almeno un euro: dagli invitati, agli allestimenti, al cibo.

MM: Come ti prepari il giorno prima del matrimonio? Rituali di qualche tipo?

AG: Inizio una settimana prima: niente aperitivi, ristoranti e tutto quello che possa causarmi disagi fisici che impediscono la partecipazione in piena salute al matrimonio. Quando lo dico tutti ridono, ma sono convinto che riderebbero meno se non potessi presentarmi perché son piegato col mal di pancia. Quindi cerco di tutelare la mia salute. E poi mi prendo cura dell’attrezzatura, carico le batterie, scarico le memory card, stampo le mappe, controllo il traffico e mi preparo i vari piani B, nel caso piovesse o ci fossero impedimenti al normale svolgimento della cerimonia. Insomma, è un bell’impegno!

MM: Come decidi la composizione delle fotografie nell’album?

AG: In primis propongo i vari tipi di album tra cui gli sposi possono scegliere. Poi propongo una prova di impaginazione fatta da me e la commento con gli sposi, in modo che mi dicano se le foto che ho scelto io sono le stesse che emozionano anche loro.

MM: Le fotografie che non vanno nell’album?

AG: Un album di matrimonio deve essere composto da foto di grande emozione, come un ritratto di coppia o un bacio con la mamma, le foto del rito e foto di distensione che permettano una lettura scorrevole: per esempio un dettaglio del bouquet o delle fedi sono foto che aiutano a rafforzare l’emozione, senza soverchiare. Di solito non vanno i ritratti di tutti gli invitati, le goliardate degli amici e tutte quelle foto che tolgono sobrietà al prodotto finale che deve essere molto emotivo ma non eccessivo. Io cerco di guidarli nella scelta.

MM: Cosa rispondi alle persone che ti dicono che il servizio fotografico è caro?

AG: Eh, oggi è la giornata delle domande difficili!! Sicuramente c’è uno zio, un amico, un conoscente che potrebbe fare le foto, persino gratis.
Però le foto sono l’unica cosa che resta come ricordo di quel giorno per tutta la vita: davvero si vuole correre il rischio su un valore così importante?

MM: E come rispondi alla sposa che ti dice di essere brutta o non fotogenica?

AG: Rispondo che non si va dal parrucchiere dicendo che non si è capaci a tagliarsi i capelli :) E’ compito del fotografo trovare le pose, la luce, il taglio fotografico per valorizzare una persona. Fare foto è un’esperienza divertente e rilassata quando ci si lascia condurre.

MM: Come ti muovi all’interno della giornata del matrimonio: sei un fotografo che rapisce gli sposi o un fotografo/animatore?

AG: Per nulla e neppure ci riuscirei! Durante il ricevimento sono invisibile per non disturbare il naturale svolgimento della festa: a volte ci sono invitati più goliardici e a volte sono persone formali e posate. Non sta a me modificare il loro modo di vivere il matrimonio, col rischio di creare imbarazzi e situazioni spiacevoli. Gli sposi sanno che sono a disposizione per qualsiasi necessità, sia logistica che di foto, questo mi basta.

MM: Il consiglio agli sposi che non vogliono il fotografo al loro matrimonio.

AG: Guardate tante foto e domandatevi quale stile vorreste raccontaste il vostro giorno. Poi incontrate tanti fotografi e decidete quale volete al vostro fianco per tutta quella giornata.

MM: Il tuo stile è reportage puro o si fanno ancora foto in posa?

AG: Ho uno stile misto: il reportage per le parti di festa, di aperitivo, di cerimonia. Ma anche qualche ritratto di posa. Speso quando si pensa alla posa ci si immagina quelle foto anni ’80 estremamente finte. Le pose attuali sono facili, veloci e soprattutto estremamente naturali. Insisto con le pose perché non capiterà mai più di essere ben vestiti, ben truccati, sorridenti, con tutte le persone che si amano intorno ed un fotografo a disposizione!

MM: Ti ispiri ad alcuni fotografi? E se sì cosa ti ha colpito di loro?

AG: Seguo la scuola americana di fotografia di matrimonio: è un po’ più naturale e poetica a mio avviso. Mi piace perchè riesce a rendere in maniera efficace tutta l’emozione di quel giorno senza artifici e forzature.

MM: Una fotografia a cui sei particolarmente affezionato.

AG: Altra domanda difficile, per fortuna che è l’ultima!! J In ambito di matrimonio io sono affezionato alle coppie con cui lavoro: ciascuna mi ha regalato qualcosa di emozionante e alcune mi hanno dato tantissimo senza neppure saperlo. Essere in relazione con persone serene, innamorate, entusiaste… è quasi un dono!

MM:  Grazie Aldo

AG: Grazie mille Manu!

Photogallery: Aldo Giarelli – Natural Emotion Photography