Empatia e Collaborazione

Nella lunga storia del genere umano (e anche del genere animale) hanno prevalso coloro che hanno imparato a collaborare ed a improvvisare con più efficacia.”
CHARLES ROBERT DARWIN

L’empatia e la collaborazione sono due parole, tornate alla ribalta prepotentemente in questo periodo: sono fondamentali per cominciare a pianificare e necessarie per proseguire nella creazione di valore e di fiducia, sia per i matrimoni sia per gli eventi.

Se il lavoro di squadra era fondamentale nello svolgimento degli eventi e dei matrimoni, prima dell’avvento del Coronavirus, ora è necessario! Soprattutto per sopperire ad alcune mancanze dei fornitori in questo momento: non sono in grado di gestire questo momento difficile e riversano sul cliente tutte le loro insicurezze (economiche e professionali), generando ancora più panico e confusione.

E’ davvero un momento fondamentale per cambiare la gestione degli eventi e dei matrimoni! Rispetto al primo momento di apparizione del virus, ora si parla del futuro; oramai gli occhi sono puntati sulla stagione del 2021: ma sarà veramente un anno di boom?

Personalmente, non credo: dovremo gestire la confusione del 2020 e le nuove sfide che si genereranno nel 2021. I clienti, sia privati sia aziendali, avranno bisogno di persone di riferimento, di trovare qualcuno che li guidi nella giungla delle offerte, ma anche nel deserto di soluzioni: troveremo nuove prospettive di lavoro. Per la mia attività di wedding planner, il 2020 è un anno “sabbatico”, arrivato in un momento in cui ero “esausta” ma che aiuta a formarmi, a cambiare prospettiva e a mettere in luce nuovi aspetti della mia attività.

Cosa sto facendo?

Sto strutturando l’attività in maniera diversa, con soluzioni ancora più personali, ancora più profonde: alcuni servizi sono “messi in pausa”, altri invece hanno preso il sopravvento. La parte creativa prosegue, sperimenta e porta alla luce dei progetti che hanno come obiettivo quello di alleggerire l’atmosfera.

Per esercitare l’empatia,  dobbiamo metterci nei panni di un cliente spaventato, arrabbiato e che ha anche diversi problematiche da gestire (psicologiche, organizzative, logistiche ed economiche): non si tratta di giustificare tutte le richieste, ma si tratta di diventare un punto di riferimento e non di scontro, di trovare una soluzione che sia utile per tutti.

Non si tratta solo di cambiare l’atmosfera di un matrimonio, di passare da un allestimento estivo ad uno invernale, ma bisogna far comprendere al cliente le forme del cambiamento; per esempio le modifiche dei menù (non potendo più organizzare buffet, per evitare gli assembramenti) e per il divertimento (subirà anch’esso delle modifiche).

La consulenza diventa necessaria: personalmente l’ho sempre applicata, essendo una wedding planner; in questo momento specifico mancano date di ripartenza e protoccoli, ma tramite l’esperienza sul campo, possiamo già ipotizzare alcuni scenari.  Ma al cliente bisogna sempre indicare la positività del matrimonio.

La collaborazione tra fornitori deve essere guidata sempre dall’idea che il cliente non è solo colui al quale chiediamo i soldi; alle volte, alcuni mi rinfacciano che le mie coppie pendano dalle mie labbra: non è un rapporto di sudditanza, sono alla ricerca di una persona di fiducia, in un momento già emotivamente forte, schiacciati dall’ansia da prestazione. Ora più che mai.

Non bisogna comunque dimenticare il significato del matrimonio, l’unione, la celebrazione di un amore e di una nuova famiglia che nasce. Per un periodo, torneremo a fare matrimoni come una volta: più intimi, più seduti al tavolo, tenendo in considerazione anche soluzioni ecosostenibili (come ha dimostrato la tendenza  statistica  degli ultimi acquisti).

Al cliente bisogna sempre indicare la positività del matrimonio. e la personalizzazione del servizio.

Elopement e matrimoni intimi: soluzioni al tempo del Coronavirus?

Da qualche giorno, si sente parlare in maniera preponderante di elopement.

Ma cosa significa? Soprattutto è una tipologia di matrimonio applicabile in Italia?

L’elopement è una fuga a due, un momento romantico per il matrimonio vissuto esclusivamente e in solitaria dai due sposi: spesso applicata in Italia da clienti esteri, come wedding destination, che decidono di sposarsi o da soli o con un numero ristrettissimo di invitati. Qualche anno fa precisamente nel 2017, in uno shooting fotografico in Abruzzo, abbiamo messo in scena proprio una fuga a due: è qualcosa di molto particolare, di sensazionale anche e che va oltre le nostre solite abitudini e credenze italiane. E’ stata una esperienza che mi ha aiutato professionalmente e che mi ha portato verso una nuova modalità di organizzazione del matrimonio.

Per dedicarsi un elopement, al centro di tutto, c’è il grande amore che unisce una coppia, la voglia di festeggiare solo con le persone più vicine: il consiglio è sempre quello di affidarsi sempre a fornitori professionali, perché proprio in questo caso la cura di ogni dettaglio è ancora più importante. E’ fondamentale che tutto funzioni al meglio, proprio per rendere ancora di più questa esperienza indimenticabile. È la soluzione più corretta per poter comunque vivere la giornata del matrimonio con tutti i suoi aspetti, ma in una situazione più ovattata e  più ancora romantica.

Senza ricorrere ad una fuga a due, così ristretta, in Italia, sono sempre esistiti i matrimoni così detti intimi. Ricordo che il matrimonio con il minor numero di invitati che ho organizzato è stato quello di Maria e Marco nel 2013 e contava solo 21 invitati: una scelta dovuta alla lontananza di alcuni parenti e allo stato di salute di altri.

Mi sono proprio divertita.   E’ stata una bellissima esperienza: i due sposi hanno coronato il loro sogno a Palazzo Reale, con una cerimonia elegante nella Sala degli Specchi. Abbiamo potuto godere di Piazza Duomo e successivamente ci siamo spostati tutti all’Hotel Manin di cui avevamo riservato il giardino interno. Ricordo la bellezza di potersi dedicare a tutti gli invitati, il loro relax, alla gioia di poter con uno sguardo abbracciare tutte le persone della famiglia. Anche per gli invitati fu una occasione davvero molto bella di godersi anche una Milano inaspettata, tra i cortili, meravigliosamente silenziosa, in una cornice riservata.

Tutti coloro che hanno lavorato con me quel giorno, si ricordano quel matrimonio per la tranquillità, l’amore, la cura di ogni suo aspetto.

E ora via libera alla fantasia, per festeggiare e coronare nuovi sogni di amore.

Una nuova vita

Sarà una nuova vita, proprio come quella che inizia con la convivenza e poi con il matrimonio: dopo il COVID parleremo di una vita del prima e del dopo.  

Magari un pochino meno sociale, più attenta e ridotta, ma sarà una nuova vita.

Si è creato uno spartiacque, un confine che sta modificando già ora il mondo di pensare ai prossimi eventi (matrimoni, fiere…), oltre che a quello di vivere.

Dobbiamo entrare nell’ottica che abbandoneremo i vecchi schemi per crearne di nuovi, con nuovi dispositivi e nuove tecnologie, volte a salvaguardare la nostra salute.

Ma quello che ci chiediamo, con i dati alla mano e la riapertura della fase 2 tanto richiesta, riguarda l’essere pronti o meno ad affrontare questa nuova vita.

La sala è pronta

La prima risposta riguarda la formazione: mi sto formando. Per adesso, è l’unica cosa che in questo momento può dare degli spunti di riflessione e che mi aiuta ad essere più vicini a miei clienti e mi permette di costruire un futuro insieme ai partner del settore. Di conseguenza tramite webinar e articoli, mi sto documentando per comprendere quali saranno gli aspetti da mettere in campo durante gli eventi subito per la sicurezza dei miei clienti, dei loro ospiti, mia e dei fornitori coinvolti.

La preparazione di una chiesa

Bisogna concentrare la nostra attenzione su alcuni aspetti, per essere pronti ad affrontare i cambiamenti e poi poterli spiegare anche ai nostri clienti.  

La cerimonia sia in Chiesa sia Comune sarà sicuramente soggetta ad alcune restrizioni: il social distancing ci permetterà di mantenere una distanza che si aggira tra 1,5 mt fino a 2 metri; una distanza inferiore sarà concessa esclusivamente agli sposi. Attenzione quindi a baci e abbracci e fotografie di gruppo. Inoltre, per tutti gli invitati mascherine e guanti.

Sono state implementate già delle soluzioni: da una azienda italiana sono stati creati bracciali che possono comunicare tra loro il mantenimento o meno della distanza tra invitati, comunicando tramite wifi.

Anche per quanto riguarda la ristorazione, ci saranno delle modifiche determinate dal fatto che i buffet in aperitivo o di dolci non si potranno fare così come li conosciamo oggi, ma che dovranno modificarsi: verranno magari serviti già impiattati, evitando così i contatti.

Ci saranno anche da applicare degli accorgimenti in cucina e anche nel mantenimento della distanza sociale tra i camerieri e in cucina i tempi potrebbero allungarsi.

L’aperitivo

L’aspetto delle sanificazioni della location prima, dopo e durante potrebbe diventare un elemento di riflessione, per comprendere quali saranno le vere tempistiche.

La disposizione dei tavoli potrà subire alcune modifiche, in quanto non sarà possibile mantenere i medesimi schemi di prima (quante persone potranno sedersi ad un tavolo?). Sicuramente, entrando in sala, sarà necessario prevedere alcuni dispenser di soluzione disinfettante e guanti.

Di conseguenza, il ballo, il taglio della torta e tutte le manifestazioni collettive dovranno esser riformulate, per evitare l’assembramento.

Ovviamente, non abbiamo ancora nessuna indicazione da parte delle autorità: sarà necessario averle il prima possibile, per poter collaborare insieme ai vari fornitori e garantire la sicurezza.

Questa mia riflessione non vuole assolutamente essere negativa o gettare benzina sul fuoco, ma vuole solo considerare delle modifiche degli assetti di vita e degli eventi perché dobbiamo lavorare in sicurezza e cominciare a pensare, a riflettere per essere consapevoli e mantenere il giusto rapporto di fiducia con i nostri clienti.

Poter festeggiare, celebrare i momenti più belli in assoluta sicurezza dovrà essere una priorità al pari della qualità e bellezza degli eventi stessi.

Il piano B

Prende sempre più forma una stagione dei matrimoni con caratteristiche molto particolari: si aprirà più tardi e non si fermerà con l’inverno.

In questo momento, alcune coppie hanno deciso di spostare la data del loro matrimonio a dopo l’estate, all’inverno oppure già nel 2021. Altre hanno deciso di congelare la data, con l’obiettivo di trovare una nuova soluzione; mentre l’annullamento della data è stato scelto da poche coppie.

Ciò che mi piace sottolineare è che i professionisti del settore devono essere contattati con largo anticipo: non solo per comunicare il cambio della data, ma per gestire l’organizzazione del lavoro e delle squadre eventuali che dovranno essere definite.

In questo momento, dove le decisioni da prendere sono gravi e spesso gli animi stressati, bisogna lasciare affiorare ancora di più il lato umano; normalmente, già il nostro lavoro si basa sul feeling, sull’ascolto, adesso dobbiamo essere presenti per aiutare le coppie in questo momento difficile.

La figura del wedding planner può aiutare gli sposi in questa fase: fare da tramite, da intermediario per trovare la soluzione giusta che accomuni tutti.

Il Borgo della Rocca

Il primo punto da cui partire per iniziare a ripianificare il tutto è sicuramente la location (che determina anche la disponibilità e la scelta della data).

Se prima il piano B era importante, adesso è diventato vitale: prima di questo lockdown, il piano B riguardava in primo luogo l’instabilità del tempo e/o la pioggia; facendo insieme con gli sposi il sopralluogo in location, si definivano gli spazi per il piano A e il piano B, verificando per esempio anche la capienza delle sale. L’obiettivo era di non far vedere di aver messo in piedi una soluzione di ripiego: il piano B doveva essere bello quasi come il piano A.

Quindi, l’idea di partenza è quella di trovare insieme al responsabile della location, la soluzione più giusta: al momento, il consiglio è quello di pensare alla traslazione della data dopo l’estate, per osservare l’andamento di questi mesi e per verificare se e quando il Governo dovesse emettere altri ordini di chiusura.

Per i matrimoni dopo il mese di settembre, avranno anche loro una bellissima atmosfera: l’aria si fa più leggera, si può giocare con l’illuminazione con piccoli fili led, candele e colori leggermente più caldi.  

Bisogna considerare, però nella tabella oraria, soprattutto da ottobre in poi le ore di luce solare a disposizione: in questo caso bisogna lavorare insieme alla squadra di fornitori per poter sfruttare al meglio. Penso ai fotografi che devono essere messi nel migliore delle condizioni: definire quindi insieme i momenti, gli orari giusti per le fotografie più suggestive.

Con i matrimoni invernali, aggiungiamo una atmosfera magica, naturale che può essere enfatizzata qua e la da alcuni elementi decorativi (come alberi di Natale, coccarde…) e da luci (led e candele); bisogna verificare le condizioni tecniche della location, pensando al riscaldamento e agli spazi interni che siano capienti il giusto e che permettano di vivere al meglio la struttura, senza perdere attimi e momenti.

E’ qui che si lavora in squadra ed è qui si vede la professionalità dei fornitori!

Se la location, non dovesse avere i requisiti giusti, bisognerà trovare insieme ai responsabili una soluzione corretta: attenzione alla gestione della caparra e delle condizioni in cui si potrebbe perdere. Sarebbe davvero un peccato non sfruttare appieno l’occasione di poter sognare e progettare un’altra volta al proprio giorno più bello.