Il budget di un matrimonio

Si sente parlare sempre di più cash flow, pianificazione di spesa e budget, anche per l’organizzazione del matrimonio e di altri eventi.

 Ma come si fa a sapere cosa si spende per un matrimonio, se per esempio è la prima volta che ci si sposa? 😊

Proprio grazie al mio contributo come wedding planner, possiamo elaborare un budget, un cash flow; solitamente, lo si compila durante i primi incontri, nei quali ascolto il racconto ideale del matrimonio della coppia e cominciamo a mettere dei punti fermi.

L’elaborazione di un piano economico generale ci permette di tenere sotto controllo le uscite dei vari servizi e di tenere in considerazione tutte le voci che sono coinvolte nel matrimonio.  E sono tante.

Ma quello che mi preme di più fare da subito è quello di elaborare un budget generale che sia congruo con il numero degli invitati: si definisce una cifra massima sotto la quale si cerca di stare, non tralasciando nessun aspetto.  

L’importante è che la cifra sia giusta e corrispondente con il numero di invitati: questo è il dato che fa pendere la bilancia e ci fornisce indicativamente l’ordine di grandezza della spesa. Difatti, la spesa della ristorazione che sia nella combinazione [location + catering] o ristorazione interna, è la fetta più grande e che porta via le risorse maggiori, quantificabili intorno al 50%.

Per questo, mi batto sempre per una lettura corretta del menù, per non avere sorprese o costi da gestire fuori budget.

Le voci di spesa di un matrimonio sono molteplici, ma per contenere spese folli o fuoriuscite non preventivate, è necessario lavorare sulle priorità: quali sono le priorità per una coppia? Ho imparato che ogni matrimonio è diverso perché noi siamo diversi e abbiamo punti fermi che non possono essere messi in discussione: alcune persone puntano sul divertimento, sulla musica, mentre altri puntano su elementi della ristorazione come l’open bar.

Sono queste priorità che vengono alla ribalta proprio nei primi momenti di incontro a definire le colonne portanti del nostro progetto, senza le quali non potremmo andare avanti nell’organizzazione. Non mi sentirete mai pronunciare la parola rinuncia, piuttosto si riformula il budget.

Perché le posso fare?

Perché la mia attività di wedding planner mi ha permesso di conoscere al meglio il mercato delle offerte del matrimonio, conoscono quali sono i costi minimi di ogni servizio, per poter elaborare una giusta offerta. Inoltre, tramite le collaborazioni instaurate ho la possibilità di esercitare scontistiche e sicuramente un potere economico, come un commerciale.

I costi minimi definiti all’interno del budget sono la garanzia di un rapporto qualità/prezzo bene definito: sotto questi minimi viene intoccato questo debole rapporto che non garantirebbe più la qualità.

Iniziando la progettazione di un matrimonio, la parte economica è fondamentale: non esiste un budget alto o basso. Esistono le priorità e la professionalità di aiutare le coppie di sposi in questo percorso.

Un prato di margherite

La margherita, una bella dama in abito bianco

con lunghe pieghe, con un piccolo cappello dorato sulla testa.
(Jules Renard)

Il tavolo delle bomboniere di Diletta, bimba attenta e sorridente, è diventato uno sterminato campo di margherite. Grazie all’ idea della sua mamma!

Quando affronto il tema delle bomboniere, per qualsiasi evento, parto sempre da esempi classici; ma qui non ce n’è stato bisogno: la mamma di Diletta mi ha proposto una matita piantabile.

Nella sua parte non appuntita, ci sono i semi da piantare in un qualsiasi vasetto: abbiamo scelto quelli della margherita e da lì abbiamo sviluppato il tema.

La matita piantabile assumeva anche un primo duplice significato:

  • La matita che aiuta a scrivere il futuro di Diletta
  • Piantare la matita, come è stata la nascita di Diletta, di una nuova bimba.

Mi sono subito immaginata le margherite bianche con l’interno giallo che facevano da “cappello” alla matita: la bomboniera si è costruita prima di tutto nella mia mente.  E il giallo dei pistilli è colore preferito di Diletta!

Ho trovato quindi il modo di farla stare in piedi, in piccoli vasetti di coccio, per dare stabilità alla matita e soprattutto è stato molto utile creare il tag della bomboniera, con dietro l’infografica che ne spiegava il procedimento.

Una grafica personalizzata per celebrare il battesimo di Diletta.

Da quel momento, le margherite hanno invaso la mia fantasia: ho creato poi tutti gli elementi di decoro per la confettata; anche i vasi dei confetti erano decorati con margherite e il tavolo era ricoperta di erba finta e due ghirlande cariche di margherite.  Anche i contenitori delle caramelle erano decorati con margherite! Eh sì, sulla confettata non ci sono solo confetti, ma anche tante caramelle!

Ho creato anche una torta di margherite ed insieme ad un piccolo mobiletto da giardino decorava il tavolo delle bomboniere; lo specchio presente in sala è stato molto utile per moltiplicare l’effetto delle margherite e farne diventare quasi 200!

Insomma, abbiamo creato un prato infinito di margherite per Diletta!

Il Tableau de Mariage

Per aiutare gli invitati di un matrimonio a trovare il loro posto a sedere, il tableau de mariage diventa oltre che un allestimento anche uno strumento utile.

Le forme che può assumere il tableau de mariage sono diverse in base alla spesa e alla tipologia di matrimonio: si parte da una tela o un cartellone in forex, passando per cornici multiple fino ad allestimenti all’aria aperta con fiori e con palline di vetro.

L’allestimento è importante ma dobbiamo anche pensare che i nomi dei tavoli e degli invitati devono essere facilmente leggibili: a colpo d’occhio bisogna che l’invitato abbia tutto sotto controllo. Quindi è importante che i nomi siano scritti bene: si devono tenere vicine le coppie e non è necessario che sul tavolo ci siano i segnaposti.

Per questo e per non arrivare il giorno del matrimonio con tavoli non corretti dovuti alle assenze inaspettate da parte degli invitati, mi piace consigliare gli sposi ed utilizzare una scrittura a mano: mi piace che ci sia la cura e che eventualmente possa mettere mano ai segnatavoli.

La scelta stilistica delle decorazioni del matrimonio deve sempre rispecchiare il tema e i colori scelti per il matrimonio: la creatività e la possibilità di dare sfogo anche a soluzioni simpatiche è alla nostra portata.  Oltre a questi aspetti, bisogna considerare, anche la scelta dei nomi dei tavoli: possono essere date importanti per la coppia, pietre preziose, vini, fiori, tappe di un viaggio, nomi dei film…

Per questo, mi piace molto assecondare i desideri e la voglia di diverso dei clienti.
Ecco perché quando Valeria mi ha parlato di volere fare il tableau di caramelle sono stata molto contenta di poterla accontentare! Allestito all’interno di scatole di legno bianche, ho posizionato i dieci vasi, corrispondenti ai tavoli, con dentro ogni prelibatezza: Valeria e Nicola hanno scelto le caramelle: tanti tipi e colori diversi, in un vaso decorato: dieci vasi ricolmi di prelibatezze: orsacchiotti, coccodrilli, liquirizia, marshmellow, fragoline, puffi. 

Abbiamo mantenuto il colore blu del matrimonio e il cuoricino, elemento decorativo  riconoscibile in tutto il matrimonio a partire dalle partecipazioni: ogni vaso era corredato da un cucchiaio per invogliare gli invitati a prenderne una manciata di caramelle!

Mentre i segnatavoli (anche sui tavoli in sala) riprendevano la forma del  leccalecca.

Il tableau de mariage si comincia compilare quando gli invitati forniscono la loro adesione all’evento e piano piano prende forma: ogni cartoncino rappresenta un tavolo.

Durante il matrimonio, viene posizionato già al momento dell’aperitivo: così gli invitati cominciano a studiare la collocazione del tavolo, poi piano piano viene avvicinato all’entrata della sala.

Ultimamente, per ammortizzare la spesa del tableau, lo trasformo in un guestbook dove gli invitati che lo desiderano possono lasciare un loro pensiero agli sposi: la tela o il forex può diventare un tangibile ricordo da appendere alle pareti di casa.

Il centrotavola

I fiori sanno ridere, i fiori sanno sorridere, i fiori sanno anche assumere un’aria triste, giungendo persino alla disperazione – ma nessun fiore sa piangere. La natura è totalmente stoica; per questo ci offre il più sublime esempio di coraggio ed è la nostra maggiore consolatrice.
(Malcolm de Chazal)

Il centrotavola è l’elemento chiave della mis en place: quando gli invitati si siedono al tavolo possono ammirare in tutta la sua perfezione il coordinato scelto dagli sposi.

Gli occhi corrono dai piatti ai particolari del tessuto della tovaglia, fino al posizionamento del menù. E poi eccolo lì il centrotavola.

Il decoro della tavola deve essere armonico e poco invadente: per raggiungere questo obiettivo, è necessario regolare anche il numero di persone al tavolo; infatti, perché i vostri invitati siano comodi è meglio evitare di fare tavoli troppo numerosi. Di solito, consiglio di non andare mai oltre le dieci persone al tavolo: se non si riuscisse a restare nei termini, bisogna chiedere al catering o al responsabile della location quali sono i tavoli più grandi disponibili (e soprattutto quanti).

Possiamo fare una grande scrematura nella tipologia di centrotavola tra quelli floreali e quelli non floreali: è una scelta totalmente personale, in quanto bisogna per primo amare i fiori recisi ( che si arricchiscono anche di frutta ed altre elementi decorativi come bacche…).

Il centrotavola

Il centrotavola non floreale assume grande significato in contesti moderni: Valentina e Renato per esempio (http://www.manuelamartinelli.it/3235-2/)  hanno scelto una composizione di un trittico di vasi, con candele galleggianti e lanterne, rispecchiando la location e un matrimonio elegante e moderno.

Oppure Barbara e Daniele hanno scelto di portare il tema del matrimonio anche nei loro centrotavola: insieme alla loro conoscenza approfondita di Harry Potter, abbiamo creato un’ambientazione unica per ogni tavolo, riprendendo i luoghi o riferimenti ai protagonisti con l’uso di elementi specifici creati ad hoc.

Per scegliere bene il centrotavola, bisogna guardare anche alla grandezza della sala e alla sua altezza: un centrotavola basso (floreale o no) potrebbe perdersi e non avere la giusta importanza. Di solito, per una location con un salone a doppia altezza (come i saloni da ballo o chiese sconsacrate) si consiglia di utilizzare un centrotavola che si sollevi dal livello della tavola per dare più respiro e un aspetto coreografico.

I sostegni che si usano sono diversi: di solito i preferiti sono i candelabri, ma ultimamente anche sostegni di plexiglass o di vetro, come le coppe Martini sono molto utilizzate.

Giustamente, ci si chiede se queste strutture non impediscano la visuale agli ospiti: la loro presenza non disturba l’interazione tra gli ospiti perché non danno fastidio, soprattutto le alzate di vetro trasparente o di plexiglass.

Negli ultimi anni, la moda del centrotavola si è evoluta e ci siamo spostati verso l’utilizzo di vasi di forme e altezze diverse che gli danno movimento e diventa “scomposto”; un esempio è quello scelto da Francesca e Stefano (http://www.manuelamartinelli.it/un-matrimonio-verde-smeraldo/) : creato con diversi elementi e vasi decorati riccamente, smorzano la formalità del tavolo.

Insomma, con il mio aiuto possiamo scegliere lo stile più giusto che si adatti alla location del matrimonio, ma soprattutto che piaccia agli sposi. E li rappresenti.

La selezione della location

Insieme al coordinamento della giornata, l’attività della ricerca della location è sicuramente quella più richiesta, a causa dell’ampiezza delle soluzioni e del mercato e della mancanza di tempo da investire nelle ricerche e successivamente nei sopralluoghi.

Infatti, come wedding planner posso affermare che questo servizio permette di risparmiare del tempo; ecco 3 aspetti:

  • Preparo insieme agli sposi il sopralluogo: scegliamo le location tra molte proposte su carta e organizziamo il sopralluogo con spirito critico
  • Sono a conoscenza di quanto dura un sopralluogo in generale e così poter organizzare diverse visite in una giornata (non troppe, ma il giusto)
  • Seleziono le location in base alla distanza, per definire gli spostamenti e la tabella di marcia del giorno del matrimonio.

Gli sposi si lamentano del fatto che spesso questa attività è relegata ai ritagli di tempo o alla sera: essendo la mia attività principale, posso filtrare le informazioni di catering e banqueting o ristorazioni interne.

Grazie al colloquio con gli sposi, cerco di identificare la giusta location tenendo in considerazione tre elementi:

  1. La disponibilità della location: non presento mai una location di cui non abbia verificato la sua disponibilità per la data indicata del matrimonio
  2. La capienza: non amo la location in cui gli invitati sono posti in sale continue ma senza visibilità da parte degli sposi. La sala deve essere unica e deve rispecchiare la capienza per il numero di persone che ipoteticamente saranno presenti quel giorno. E deve avere un piano A, ma anche un bel piano B per il cattivo tempo.
  3. Il budget: non iniziamo la ricerca della location se non abbiamo chiaro alcune informazioni (la data, il numero approssimativo degli invitati e il budget di spesa).

La preparazione del sopralluogo è fondamentale: recupero le informazioni direttamente dalla location, le leggiamo e ci prepariamo all’incontro con spirito critico e di ascolto. Gli sposi sono liberi di fare le domande.

La ricerca della location è fondamentale perché da questo elemento si definiscono tutti gli altri, tra cui la tabella di marcia, la scelta dei fornitori e infine anche gli aspetti creativi.

Definisce tutta l’atmosfera del matrimonio.

E’ un lavoro di selezione, di ascolto, di colloquio e di immaginazione (soprattutto) poiché le location sono spesso disallestite e la vegetazione non è sempre quella della stagione del matrimonio.

Insieme possiamo fare questo cammino di selezione e di scelta.

La tavola di Natale è rossa

Se pensiamo a tutto quello che riguarda il Natale, il primo colore che ci viene in mente è il rosso, magari abbinato con il verde e il bianco.

Antropologicamente, il rosso è il colore della vitalità: legato all’idea del sangue, del principio della vita era già visibile nella rappresentazione degli uomini primitivi. Ecco perché si celebra anche la nascita di Gesù, in questo periodo come  i riti propiziatori per il raccolto.

Il rosso è anche il colore della regalità, sia legato alla nascita religiosa sia alla nascita pagana: dobbiamo anche ricordare che le persone importanti indossavano tuniche rosse, bordate di ermellino proprio per sottolineare il ruolo e di essere la massima autorità.

Ecco perché il secondo allestimento che vi propongo è rosso.

La tavola di Natale è rossa, per tradizione.

Ho iniziato ad allestire la tavola a partire dal runner rosso, con una trama larga che corre attraverso tutta la lunghezza: giusto per far comprendere quale sia il colore dominante!

Le candele lunghe bianche non mi piacciono, ma non ho resistito al richiamo dei candelabri d’argento che riflettono la luce.

Utilizzando qualche piccola riproduzione di alberi verdi, di qualche slitta ho ricreato una piccola ambientazione di un paese, come in quelle cartoline (che ora sono vintage), dove si vedeva anche la chiesetta magari illuminata. Piccole casette rosse, con gli infissi bianchi, continuano a creare una ambientazione del paese: al loro interno, per la cena, un piccolo LED che crea ambientazione e scalda l’atmosfera.

Il sottopiatto è rosso, in feltro e ha una figura diversa per ogni commensale: riesce a rendere ancora più bianco il piatto e ne sottolinea ancora meglio la sua semplicità.

Ho arricchito il runner con un tono verde scuro che ricorda l’albero della tradizione: guardando bene, è una coccarda che in questo caso utilizzo come centrotavola, ma che l’anno prossimo potrà essere utilizzata magari per decorare la porta d’entrata.

Una piccola chicca è la tazza della collezione della Royal Albert, con la rappresentazione per il mese di dicembre di un pungitopo e di una delicata decorazione con l’alternanza rossa e verde: al suo interno, invece che una bevanda fumante, una piccola pallina di Natale. Ovviamente rossa.

Non possono ovviamente mancare i pan di zenzero, anche di gesso oltre che di resina, che possono poi essere profumati a piacimento con un gioco di essenze, ma non a tavola.

Double Wedding – L’amore si moltiplica

È mia sorella, la mia migliore amica, la mia anima gemella e la parte migliore di me.

 

 

Oggi vi racconto di quando l’amore non si divide, ma si moltiplica, di quando due sorelle decidono di celebrare nel loro giorno più bello anche il loro legame.

In dieci anni di attività, non mi era mai capitato di celebrare un doppio matrimonio: Elena e Vittoria, due sorelle giovani una bionda e una mora, hanno deciso di sposare i loro uomini nello stesso giorno, nella stessa cerimonia.

Un matrimonio organizzato e condiviso nei minimi dettagli, quasi come se fossero una persona sola, ma posso dire che le caratteristiche caratteriali sono emerse e mi hanno portato a riflettere: è possibile quindi condividere la propria gioia naturale ed esplosiva con una persona che ti conosce meglio dei tuoi genitori, senza sentirsi sminuita.

 Le fotografie scattate durante i momenti della preparazione sono cariche di emozioni e condivisione, trasmettono sentimenti puri soprattutto da quelle in bianco e nero.

 La cerimonia si è svolta in villa, sotto gli alberi, all’aperto, circondati dall’amore e dalla presenza di amici e parenti: sono entrate due spose bellissime, al braccio di un papà molto molto emozionato. Avevano due stili completamente diversi, ma complementari: Vittoria ha scelto un abito della prima linea di Alessandra Rinaudo, mentre Elena è caduta tra le braccia di una sirena con effetto tattoo di Nicole Spose.

La musica ha fatto piangere tante tante persone.

 Il colore che ha accompagnato questo matrimonio è il tiffany, concretizzandosi poi in un cuore glitterato, presente sulle partecipazioni, sui menù e sulle bomboniere.

Per la confettata, ho mantenuto lo stile del matrimonio: elegante, chic ma sempre d’effetto, con piccole scatoline di degustazione da portare via. Ovviamente chiuse con nastro tiffany.

 

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Un matrimonio come una nuvola cipria

Nella organizzazione di un matrimonio, gli aspetti decorativi come colori e tema nascono quasi per caso: oggi vi racconto di un matrimonio elegante, musicale e color cipria.

 Gesualdo e Flavia si sono sposati il 27 luglio 2019, in una villa storica in Monza Brianza, dove la piccola Flavia aveva già assistito ad un matrimonio e aveva fatto una promessa: da grande si sarebbe sposata lì e avrebbe ballato con suo padre.

 E così ha fatto.

 E’ stato un percorso che ha creato un matrimonio elegante, dove la vicinanza delle persone era importante: sia della famiglia, sia degli amici.

La cerimonia in Chiesa è stata ulteriormente toccante: mentre i due sposi si promettevano amore e fedeltà, si sono alzate le note di un coro africano che contrastava con la pioggia scrosciante che aveva risparmiato l’arrivo della sposa.

 La sposa indossava una nuvola di tulle e mikado bianco, con le spalle coperte e un velo con la calata, come da tradizione. Lo sposo, visibilmente emozionato, la aspettava all’altare in un completo blu molto elegante.

 Il colore del matrimonio era rappresentato da una gradevole sfumatura di cipria che abbiamo ripreso in tanti aspetti: dalle partecipazioni alle wedding bag, dai menù passando attraverso i libretti. Un costante elemento che risaltava, ad uno sguardo attento.

Anche l’allestimento della confettata riprendeva i fiori del matrimonio e i suoi colori: peonie bianche e rosa e appunto il rosa cipria, in un trionfo di gusti, di sapori e profumi. Con una aggiunta di caramelle, proprio per soddisfare tutti i golosi.

Lo sposo ha poi cambiato il suo outfit, indossando il papillon per il taglio torta con una camicia dai bottoni blu che riprendeva in toto le sfumature dell’abito. Un tocco chic!

Il taglio della torta è stato poi un momento emozionante davanti alla fontana, illuminato anche dalla limonaia; ha dato il via ai festeggiamenti: nella sala/discoteca, ci sono stati balli scatenati e musica fino a notte inoltrata.

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I tavoli del matrimonio

Se hai giocato da piccolo a Tetris allora non avrai problemi nell’organizzazione dei tavoli nel giorno del tuo matrimonio!

Se invece non hai mai giocato a Tetris puoi seguire questi semplici consigli!

Quando i primi invitati confermano la loro presenza al tuo matrimonio, allora puoi cominciare a pensare come posizionarli al tavolo.

Il primo consiglio che ti fornisco, molto condiviso dai responsabili di catering e di location, è quello di non fare tavoli troppo numerosi: non superare mai le 10 persone sedute al tavolo. Sicuramente perché gli invitati saranno più comodi e soprattutto il tavolo non risulta troppo grande. L’intervallo che si deve rispettare per creare un bel tavolo è quello tra 8 e 10 persone.

Il secondo consiglio riguarda la creazione di tavoli omogenei dove le persone si conoscono (perché hanno legami famigliari o perché hanno la stessa età…) o hanno qualcosa in comune (come per esempio sono colleghi di lavoro). Questo li metterà a loro agio e saranno in grado di godersi al meglio la giornata.

Il terzo consiglio riguarda la disposizione in sala dei tavoli: accanto al tavolo degli sposi, si posizionano a destra e sinistra i tavoli con i parenti più stretti (genitori, nonni e zii) insieme agli amici: per i testimoni, può esserci un posto in famiglia o tra gli amici. La scelta dipende dal tipo di relazione che i testimoni intessono con la famiglia degli sposi.

Il quarto e ultimo consiglio riguarda i bambini: se sono bambini piccoli che hanno bisogno di una continua assistenza da parte dei genitori, consiglio sempre di farli sedere al tavolo dei genitori. Se necessitano di un seggiolone, ricordatevi di segnalarlo al tavolo: occupa sempre e comunque un posto!

Quando invece i bambini sono grandi, allora si possono creare dei tavoli solo per loro: quando superano la decina, consiglio sempre l’intervento di un educatore.

Ricordati sempre di un tavolo per lo staff, per coloro come fotografi, videoperatori e musicisti che quel giorno lavorano per te: possono avere bisogno di bere o di mangiare qualcosa!

E ora buon lavoro!

 

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Le bomboniere gastronomiche

Esistono tante tipologie di bomboniera, ma una nicchia importante per noi Italiani e per gli sposi che vengono dall’estero, è rappresentata sicuramente dalle bomboniere alimentari.

Ma togliti dalla mente di regalare un prosciutto!

Siamo la patria del gusto, quindi i prodotti da regalare sono tutti corredati da certificati di qualità: devi vivere una esperienza sensoriale.

Le bomboniere alimentari non conoscono una stagione in particolare, sono sempre adatte perché si adattano ai tuoi colori e alla tua ambientazione e alla scelta di allestimento.

Chi sceglie di regalare una bomboniera alimentare?

Tutti coloro che vogliono diversificarsi ed essere diversi dagli altri: i particolari fanno sempre la differenza.

Con le bomboniere alimentari, si possono creare percorsi di gusto, legando il prodotto scelto alle pietanze del menù, partendo dall’aperitivo: l’olio, la confettura o il condimento scelto possono essere utilizzati nella preparazione del primo o del secondo, creando un fil rouge riconoscibile.

Per esempio, la presenza degli agrumi può essere collegata ai liquori, alle creme…

L’esperienza sensoriale passa attraverso lo sguardo e il palato: è la leva che genera la suggestione, il ricordo del tuo matrimonio,

Chi ti può aiutare meglio di Colori e Sapori (https://www.coloriesapori.com/, vincitori per 5 anni consecutivi del Contest di Matrimonio.com) nella scelta delle bomboniere alimentari? Serena e Giordano ti possono aiutare a rimanere nel tuo budget di spesa, perché la prima cosa da ricordare è che una bomboniera alimentare costa meno di quello che pensi.

no dei cavalli di battaglia di Colori e Sapori è l’aperitivo Rossomela: con una bassa gradazione alcolica,
può essere utilizzato da solo come aperitivo o con un vino frizzante, per creare un ottimo Spritz fatto in casa.

Rimani colpito da questo rosso intenso, tipico colore dell’amore e anche dal suo contenitore: una bellissima bottiglia a forma di cuore.Il contenitore della bomboniera alimentare può essere di diverse forme: è qui che torna in gioco la    novità e la personalizzazione; le bomboniere possono essere scelte qualche mese prima del matrimonio (di solito 5/6 mesi prima), insieme ai colori e alle decorazioni, come nastri e fiori.

Ma quello che è importante è l’assaggio: per quello consiglio di seguire un percorso di assaggi da Colori e Sapori per una panoramica dei vari prodotti e delle varie soluzioni.

E trovare così ciò che stai cercando!