Le partecipazioni: si fanno ancora?

La domanda da cui partire è : ancora senso stampare e creare le partecipazioni?

Si, con la tecnologia, si rischia di perdere l’interesse per tutto quello che è di carta.

Sì, perché è giusto consegnare e gioire di questi momenti: la scelta di sposarsi è un momento anche di condivisione con le persone. Gli inviti del matrimonio hanno moltissime sfumature e sono diventate moderni e fruibili.  Molte sono le persone che conservano gli inviti ricevuti, sono dei ricordi preziosi.

In più dobbiamo ricordare sempre che le partecipazioni sono il biglietto da visita del matrimonio: gli invitati ricevano la partecipazione e cominciano a fantasticare sulla location. E sulla giornata in generale.

Come si crea una partecipazione (e un coordinato)?

Si parte da una idea, dalla location scelta, perché è fondamentale anche considerare l’ambientazione dell’evento: rustico, elegante, moderno e/o romantico. Ne rappresenta il taglio, il mood per dirla con un termine a tutto tondo.

Le partecipazioni

Imprescindibile per la creazione di un coordinato è sicuramente il tema e/o il colore che gli sposi hanno in mente, ma se non c’è non è un problema, sono altri gli elementi.

Il primo passo è quello di creare la grafica, con tutti gli elementi al posto giusto: tra cui spicca sicuramente la dimensione del testo. Bisogna ricordare sempre che il testo deve essere ben visibile e leggibile; la grandezza del carattere e la sua elaborata grafia è importante anche nei menu.

Le partecipazioni

Ma quali sono le tendenze in fatto di grafica delle partecipazioni? Il motivo floreale nelle sue sfumature la fa da padrona, grazie all’influenza straniera (americana e inglese) sempre molto forte: bouquet floreali, composizioni, coccarde con stili diversi e colori diversi, fiori di campo, fiori colorati, monocolore…

Le partecipazioni

Il secondo passo è la scelta della carta: l’esperienza dell’invito e del matrimonio passa anche attraverso il tatto. Oltre al colore, le trame le finiture e lo spessore sono davvero importanti per rendere la giusta importanza alla partecipazione: le grammature sono importante come le finiture materiche (lisce, pergamenate, marcata pelle…).

Il terzo e ultimo passo è quello di chiudere la confezione: la grande moda degli ultimi tempi è sicuramente data dal ritorno della ceralacca. Il sigillo può avere motivi e lavorazioni differenti: i colori poi possono essere scelti in tono o in contrasto con lo stile della partecipazione.

Le partecipazioni

La partecipazione di solito è costituita da annuncio della cerimonia (civile o religiosa) e l’invito al ricevimento: per le celebrazioni civile effettuate in loco, si tende ad utilizzare solo un cartoncino; la busta singola si utilizza ancora, ma viene utilizzato spesso la pocketfold, unendo modernità e funzionalità.

Il matrimonio di Roberto e Samantha

Cosa ricordo del giorno del matrimonio di Roberto e Samantha?

Sono stati l’anima della festa, della testimonianza del loro amore per tutta la giornata del loro matrimonio, anche grazie ai loro sguardi, alla loro vicinanza e alla loro presenza.

L’immagine di una coppia che ha fatto del proprio matrimonio il loro GRANDE giorno, la loro festa: è un giorno dove godere dell’amore della coppia, del divertimento e dell’amore e dell’affetto che le persone invitate riversano addosso. E questa sensazione si percepiva.

Nella progettazione, siamo partiti dal colore: anzi dai due colori; sicuri e senza indugi, gli sposi hanno scelto un abbinamento molto estivo giallo e turchese, creando un abbinamento fresco e alternativo, che ricorda il caldo e l’estate.

Il matrimonio di Roberto e Samantha alterna elementi tradizionali e moderni come, per esempio, la scelta di partecipazioni in plexiglass, chiuse con un sigillo di ceralacca e di invece di centrotavola con elementi vintage, scovati nei vari mercatini.

I due colori sono stati riproposti anche sul tovagliato e sugli elementi decorativi del tableau in plexiglass con fiori di carta e della confettata. Per rispettare i termini del protocollo, la confettata è stata presentata in confezioni dal packaging moderno e che alternavano i due colori di riferimenti.

Le bomboniere, invece, stimolavano il palato e il gusto: una birra artigianale e biscotti dolci e salati.

Il matrimonio è stato celebrato in una ex fortezza, tra le montagne di Lecco e Bergamo in una location che assomigliava molto anche ad una villa in Toscana, ma conoscendo la loro storia mi ha colpito molto la similitudine tra lo spessore delle mura e la forza trasmessa dal loro stare insieme. Come dire, qui con me starai al sicuro, al riparo in queste mura.

 L’abito di Samantha è stato un inno alla ragazza diventata sposa: decori di pizzi, ramage che salivano sulle spalle mentre la gonna era liscia, creando una immagine delicata. Il velo riccamente decorato incorniciava ancora di più la figura di Samantha.

Roberto, elegantissimo quanto emozionato, vestiva un abito in grado di rivisitare il classico, con molti particolari come, per esempio, un particolare delle scarpe, l’alternanza di parti scamosciate e di pelle.

La cerimonia civile ha avuto luogo nell’immenso parco della villa, con passatoia e gazebo, davanti a parenti, amici nuovi e di vecchia data; l’emozione palpabile nello sguardo di Roberto che aspettava la sposa, lo scambio degli anelli portati dalla dolce Sonia insieme ad un meraviglioso cagnone di nome Igor. I lettori si sono alternati, rendendo ancora più speciale l’ambientazione con letture e lettere scritte ad hoc.

Una giornata dedicata alla giusta celebrazione di un amore.

10 + 1

[Il numero 11]

Considerato come la via della maturità spirituale e della conoscenza oltre il limite della comprensione umana, è associato a una forte intuizione e una grande apertura mentale. È caratterizzato da forte idealismo e spiccata visione d’insieme.

Ricomincio da qui, da questo 10 + 1, verso nuovi orizzonti e verso nuove idee e nuovi progetti perché a fianco all’attività di #wedding planner e consulente, ci sono nuove sfumature. Come per esempio #manuchehaidee .

Quindi pronti via!


La creatività

La capacità di provare ancora stupore è essenziale nel processo della creatività.

D. Woods Winnicott

La creatività è contagiosa. Trasmettila. Einstein

Tra la fine del 2009 e l’inizio 2010, ho creato la mia attività di wedding planner, quando in Italia nessuno sapeva chi fosse e che cosa facesse. L’obiezione più forte era sempre legata alla consulenza: perché avrebbero dovuto utilizzare una figura consulenziale per organizzare un matrimonio? Negli anni, ho lavorato, creando una rete di conoscenze, ho studiato il mercato e ho impostato il lavoro nella maniera più vicina a me, partendo quindi da 0, ma sfruttando una mia precedente esperienza negli eventi aziendali di una multinazionale. Andando avanti nell’attività, le richieste dei clienti e il mercato si sono modificati: ho sentito l’esigenza di prendere in considerazione di abbassare i costi di produzione di alcuni elementi del matrimonio (come bomboniere…) poiché al cliente costavano di più e spesso non era possibile la personalizzazione se non a costo di venire a patti con i fornitori. Ho deciso, quindi, di rendermi autonoma, garantendo così ai clienti la tanto agognata esclusività: ammetto che non sapevo fare neanche un fiocco. Ma come si dice, il bisogno aguzza l’ingegno. Nel 2017, sono entrata in contatto con il mondo della creatività, scoprendo un universo sommerso di creativi/e: scrapbooking, paper flower, grammature di carte, nastri in seta… Deciso quindi di imparare anche le tecniche di lavorazione della resina e del gesso, dimostrando così di essere in grado di personalizzare ogni tipologia di evento e di allestimento. E posso rispondere positivamente alle richieste dei negozi di occuparmi di visual merchandising.A fine 2020, nasce l’esigenza di creare un nuovo marchio, progetto, business: nasce così Manuchehaidee.

Il lancio del progetto

Sappiamo benissimo che anno sia stato il 2020, ma cosa significa creare un progetto e dargli vita in un periodo di crisi così forte? E’ il risultato di un percorso che definirei sotterraneo e che, ad un certo punto, deve trovare la sua luce, deve dare sfogo a questa parte di te che rappresenta un costante e quotidiano lavoro: ti permette quindi di sganciarti da altre stereotipi o pensieri che senza che te ne accorga entrano in te. Si scorgono nuovi orizzonti e nuovi obiettivi che ti danno la forza di alzarti dal letto.

Ma la passione non basta. Sviluppare un nuovo business non può prescindere dalla RETE, dalle interazioni che questa genera   intesa come collaborazioni, scambi e comprensioni. La rete ci aiuta a capire anche dove il nostro progetto fa acqua, dove non si presenta in maniera uniforme. Il progetto deve diventare una seconda pelle, una identità: come era successo per l’attività di wedding planner, ho compreso che il cliente non compra il servizio ma me stessa. Ecco perché è necessario metterci la faccia e raccontare parte di noi stesse.

La creatività non è il punto di partenza

Ho scelto di iniziare questo articolo con queste due frasi che identificano pienamente la creatività come parte integrante della mia vita, prima che del mio business: mettono in luce il fatto che la creatività sia quasi istintiva. E che grazie a lei, si inneschi il cambiamento e ci fa prendere nuove decisioni verso una nuova crescita. Ma la creatività è una onda lunga che dobbiamo cavalcare con la nostra tavola, fatta di progettazione e di organizzazione. Organizzare, programmare e realizzare: questo è il processo che ci permette di arrivare vedere la nostra creatività tangibile. Il lavoro manuale è il fulcro del mio progetto, quello in cui si sporca le mani (e le mie sono sporche di colla e alle volte di glitter) prevede sempre e comunque una programmazione. In tanti, anche le persone insospettabili o quelle più vicine, lo paragonano ad un lavoretto, un po’ per “ignoranza” (nel senso di ignorare che ci siano altri modelli di lavoro e nuove professioni oltre alle classiche) e un po’ per invidia. Molti non comprendono la mia trasformazione in creativa: come mai visto che hai un titolo, sei laureata e hai una attività di consulenza ti metti a fare queste cose? 

Eccolo lì, l’errore: è proprio grazie al mio background formativo, che posso buttarmi in questa nuova esperienza, grazie agli studi, alle conoscenze e alle competenze acquisite. “Che bello, fai i lavoretti!” E’ la frase che ho sentito di più.

Non è un lavoretto, non è un’attività didattica con i bambini, non è mai stato un hobby perché ha sempre affiancato il progetto di partenza, come due anime che si intrecciano.  Siamo noi per primi che dobbiamo non usare i vezzeggiativi o sminuire il progetto o la creazione. La creatività una competenza che fa parte di quelle soft skills di cui si parla molto nell’ultimo periodo, ma assume diversi aspetti e declinazioni nei vari settori: chi la avvicina al problem solving, chi ha talenti particolari.

La creatività è intorno, sotto gli occhi tutti i giorni che quasi ormai non ce ne accorgiamo più. Per questo mi voglio concentrare sulle parole come:

RI/creare: partendo da una idea, dalla voglia di fare qualcosa di nuovo.

RI/cominciare: iniziare una nuova avventura, un nuovo percorso. Ma non significa che partiamo da una sconfitta, ci stiamo guardando intorno per trovare nuove soluzioni,

RI/prendere spazi e idee: diventare di nuovo padroni di spazi e coltivare nuove idee magari messe da parte, ma che sono sempre parte integranti di noi stesse.

E si parte.

10 anni

Sapere Aude

Celebro i 10 anni di attività.

10 = 1+0 = 1 illustra l’eterno ricominciare.

Di quello che sono consapevole è che sono passati in un soffio. Ho dato il via a questa attività quando c’era una grave crisi (iniziata nel 2009) e senza neanche un cliente o un aggancio, quando si dice iniziare davvero da zero. La scelta imprenditoriale porta concretamente ad una nuova visione, anche della vita personale. Ma credo di aver sempre avuto nell’animo l’idea di imprenditorialità, anche perché respirato in casa.

10 anni fa ho iniziato questo lavoro di consulente, quando la maggior parte delle persone non aveva idea di cosa fosse la wedding planner: mi guardavano e pensavano che il matrimonio si organizzasse solo in famiglia, con l’aiuto dei famigliari. E non con l’aiuto di una sconosciuta.

10 anni di emozioni diverse e tante soluzioni, di creazione di legami molto forti, di nuove esperienze positive e negative. Tramite uno studio aggressivo e famelico, condito da tante sfide. La conoscenza del mercato del matrimonio e degli eventi è diventata sempre più profonda e intensa, grazie al fatto che tutti i progetti insegnano sempre qualcosa: è vero il detto che se non si finisce mai di imparare. Si lavora tanto e si alza sempre di più l’asticella. E’ una crescita continua: ogni volta che incontro una coppia o un cliente, il mio obiettivo è quello della personalizzazione, devono trovare la loro giusta ambientazione, devono rispecchiarsi nell’evento. Ecco la ricerca.

10 anni di cambiamento, lo applico perché è il corso naturale della vita. E’ la parola che attraversa questi anni di attività. Si cammina insieme ai clienti: è la stessa visione e lo stesso sguardo al futuro. Proprio per questo motivo, ho imparato a lavorare con le mani, con la carta, la resina il gesso e l’immancabile colla a caldo e poter creare una dimensione del sogno.

10 anni dove diventa sempre più forte il movimento del dare ed avere.  Si cammina insieme ai clienti, si rimane legato in maniera indissolubile per avere vissuto insieme grandi emozioni. E ci si rivede per gli altri grandi eventi della vita.

Il numero 10 indica sia la perfezione sia il dissolvimento di tutte le cose, ecco perché si ricomincia da qui: trovando nuove soluzioni possiamo andare lontano.

La consulenza

L’attività di wedding planner si struttura su tre pilastri:

  1. La consulenza
  2. La creatività
  3. La presenza.

Il primo punto che è necessario analizzare è sicuramente quello della consulenza. E’ probabile che la richiesta di una consulenza wedding planner, dopo l’emergenza Covid, possa avere una impennata. Ecco che per affrontare questo tema è necessario fare una premessa: partiamo dal presupposto che il servizio di wedding planner è per tutti, indipendentemente da tanti fattori [economici, creativi, di budget].

Il servizio di wedding planner ha come obiettivo primario aiutare gli sposi prima nell’organizzazione, nei preparativi, e nella gestione della giornata e durante la giornata stessa del matrimonio. L’attività del wedding planner si concentra innanzitutto sulla consulenza: non ci differenziamo né da un architetto, né da un avvocato; il wedding planner rappresenta una corsia preferenziale tra i clienti e il mercato del matrimonio. Può esercitare un potere economico, che si trasforma in risparmio per gli sposi. Grazie alla conoscenza approfondita dei fornitori del matrimonio (a partire dalla location fino ai confetti), il wedding planner è in grado di presentare le migliori soluzioni economiche, creative e logistiche che rispettino il budget degli sposi.

La consulenza riguarda quindi tutti i passaggi dell’organizzazione di un matrimonio.

La consulenza inizia già nel momento in cui per la prima volta incontro gli sposi: sono nella fase dell’ascolto; infatti è fondamentale vedere e conoscersi dal vivo, per potere vedere veramente come siamo. Ci raccontiamo. In questo incontro, si parla di date, di budget, e anche di location. In questa fase, sento “con tutti i sensi” ciò che per gli sposi è fondamentale per la loro giornata, quali sono gli elementi su cui costruire il loro matrimonio e come lo immaginano (formale, in piedi, rustico, elegante…). E’ importante anche conoscere che cosa non sia piaciuto nei matrimoni a cui hanno partecipato come invitati.

Una volta che il contratto è stato firmato e fissato una data (senza la quale non posso chiedere nessun preventivo), iniziamo a selezione le location con le caratteristiche che abbiamo sviscerato (area, tipologia, capienza, budget): dopo una selezione cartacea, fissiamo i sopralluoghi. Da qui si percepisce già il valore del consulente: mi muovo con movimenti mirati, in cui verifico le soluzioni più idonee. In che modo? Grazie alla conoscenza del mercato, dei fornitori: posso aiutare gli sposi a concentrarsi al meglio sul loro obiettivo, risparmiando molto tempo prezioso.
In conclusione, il wedding planner è un consulente.

Io sono un consulente: aiuto le coppie (e non solo, alle volte gli stessi fornitori mi chiedono come posizionarsi nel mercato) ad orientarsi nel mondo del matrimonio; posso esercitare anche un potere economico e contrattuale.

La consulenza è quindi personalizzazione: chi si rivolge ad una wedding planner vuole qualcosa di diverso dal solito, vuole organizzare un matrimonio ritagliato su se stesso. Ecco perché i miei matrimoni sono tutti diversi l’uno dall’altro: mantengono magari gli stessi momenti canonici, ma reinterpretati. La personalizzazione diventa esclusività quando creiamo prodotti, soluzioni o una creatività che non verrà più replicata.

La nuova figura del wedding planner

Il rinvio dei matrimoni a date del 2021 a causa del Coronavirus, potrebbe portare all’aumento della ricerca di figure come wedding planner: sto già verificando questa nuova tendenza in questi giorni, forse perché le coppie hanno provato sulla loro pelle lo stress e la complessità dell’organizzazione. Questo momento in cui molte attività sono ferme, ci ha messo di fronte ad una analisi delle cose che sappiamo fare da soli e altre no. Io sono una wedding planner e posso sfruttare al meglio il tempo dell’organizzazione per curare i dettagli, soprattutto quando i matrimoni diventano più intimi.

Ne ho parlato qui http://www.manuelamartinelli.it/elopement-e-matrimoni-intimi-soluzioni-al-tempo-del-coronavirus/

Normalmente non credo molto nelle offerte e nei pacchetti.

Soprattutto oggi credo invece nella elasticità della mia attività, della mia offerta: voglio essere ancora più dinamica, per creare un nuovo modo di lavorare più agile, in grado di adattarsi al mondo che sta cambiando.

Per aiutare ancora di più i futuri sposi, cerco di mettermi nei loro panni, posso aiutarli a vincere le loro paure, gestendo sia servizi on line sia off line, in affiancamento a quello che già normalmente prevedo nella mia attività:  

  1. Trovo una soluzione pratica ad un problema concreto sia logistico (elaborazione della tabella oraria, con consegna del materiale…) e creativa (allestimenti, confettata, bomboniera…),
  2. Sono un tramite e un facilitatore con i vari fornitori coinvolti, tenendo sempre in considerazione il lato umano e le professionalità specifiche di ognuno.
  3. Sono un sostegno psicologico per gli sposi nei diversi momenti della preparazione e spesso nel giorno del matrimonio, sono l’unica che può mantenere la lucidità, nell’affrontare le dinamiche.
  4. Assisto la coppia nella gestione del budget, per garantire che la spesa sia complementare alla giusta riuscita del matrimonio, utilizzando anche soluzioni diverse o nuove strategie.

Come mi sto organizzando con le mie coppie? Da fine febbraio (con una prima parziale chiusura in Lombardia), ho parlato chiaramente e abbiamo trovato nuove soluzioni: non ho applicato una strategia attendista, ma sono intervenuta subito. In questo modo, ho potuto contare sul fatto che i fornitori fossero disponibili. Sono stata elastica per tutti gli spostamenti di data e ricollocazioni all’interno del calendario 2021, andando ad occupare anche gli osannati sabati: credo che l’unica strategia da applicare in questo momento sia l’elasticità. Ho aiutato le mie coppie (e anche i ragazzi che mi hanno chiesto dei pareri) cercando di mantenere i piedi per terra.

Si dimostra forte il lato della consulenza, sulla quale ho insistito e costruito la mia immagine negli anni: la consulenza mi aiuta a gestire una rete di collaboratori con cui poter instaurare un rapporto di fiducia e di lavoro di squadra. Ci stiamo spostando verso la creazione di un nuovo modo di lavorare più dinamico, in grado di adattarsi al mondo che sta cambiando: sono sempre più attenta a sviluppare le competenze trasversali, le soft skills dove la comunicazione, la mediazione ed il lavoro di squadra diventano fondamentali.

L’elasticità si trasforma e diviene così personalizzazione dell’evento: con matrimoni intimi o elopement e le personalizzazioni potremo raggiungere livelli molto alti e ogni matrimonio può diventare sempre una nuova ricerca.

Il piano B

Prende sempre più forma una stagione dei matrimoni con caratteristiche molto particolari: si aprirà più tardi e non si fermerà con l’inverno.

In questo momento, alcune coppie hanno deciso di spostare la data del loro matrimonio a dopo l’estate, all’inverno oppure già nel 2021. Altre hanno deciso di congelare la data, con l’obiettivo di trovare una nuova soluzione; mentre l’annullamento della data è stato scelto da poche coppie.

Ciò che mi piace sottolineare è che i professionisti del settore devono essere contattati con largo anticipo: non solo per comunicare il cambio della data, ma per gestire l’organizzazione del lavoro e delle squadre eventuali che dovranno essere definite.

In questo momento, dove le decisioni da prendere sono gravi e spesso gli animi stressati, bisogna lasciare affiorare ancora di più il lato umano; normalmente, già il nostro lavoro si basa sul feeling, sull’ascolto, adesso dobbiamo essere presenti per aiutare le coppie in questo momento difficile.

La figura del wedding planner può aiutare gli sposi in questa fase: fare da tramite, da intermediario per trovare la soluzione giusta che accomuni tutti.

Il Borgo della Rocca

Il primo punto da cui partire per iniziare a ripianificare il tutto è sicuramente la location (che determina anche la disponibilità e la scelta della data).

Se prima il piano B era importante, adesso è diventato vitale: prima di questo lockdown, il piano B riguardava in primo luogo l’instabilità del tempo e/o la pioggia; facendo insieme con gli sposi il sopralluogo in location, si definivano gli spazi per il piano A e il piano B, verificando per esempio anche la capienza delle sale. L’obiettivo era di non far vedere di aver messo in piedi una soluzione di ripiego: il piano B doveva essere bello quasi come il piano A.

Quindi, l’idea di partenza è quella di trovare insieme al responsabile della location, la soluzione più giusta: al momento, il consiglio è quello di pensare alla traslazione della data dopo l’estate, per osservare l’andamento di questi mesi e per verificare se e quando il Governo dovesse emettere altri ordini di chiusura.

Per i matrimoni dopo il mese di settembre, avranno anche loro una bellissima atmosfera: l’aria si fa più leggera, si può giocare con l’illuminazione con piccoli fili led, candele e colori leggermente più caldi.  

Bisogna considerare, però nella tabella oraria, soprattutto da ottobre in poi le ore di luce solare a disposizione: in questo caso bisogna lavorare insieme alla squadra di fornitori per poter sfruttare al meglio. Penso ai fotografi che devono essere messi nel migliore delle condizioni: definire quindi insieme i momenti, gli orari giusti per le fotografie più suggestive.

Con i matrimoni invernali, aggiungiamo una atmosfera magica, naturale che può essere enfatizzata qua e la da alcuni elementi decorativi (come alberi di Natale, coccarde…) e da luci (led e candele); bisogna verificare le condizioni tecniche della location, pensando al riscaldamento e agli spazi interni che siano capienti il giusto e che permettano di vivere al meglio la struttura, senza perdere attimi e momenti.

E’ qui che si lavora in squadra ed è qui si vede la professionalità dei fornitori!

Se la location, non dovesse avere i requisiti giusti, bisognerà trovare insieme ai responsabili una soluzione corretta: attenzione alla gestione della caparra e delle condizioni in cui si potrebbe perdere. Sarebbe davvero un peccato non sfruttare appieno l’occasione di poter sognare e progettare un’altra volta al proprio giorno più bello.

La confettata

La confettata non riguarda solo il festeggiamento del matrimonio, ma può essere utilizzata in tanti e diversi contesti: dal battesimo al compleanno, dalla festa di laurea a quella di pensionamento passando per l’anniversario di matrimonio!

Qui puoi trovare una carrellata di confettate per il battesimo

La chiamo confettata anche se in tutti i casi non vengono presentati solo confetti, ma anche caramelle morbide per intenderci come quelle di HARIBO e cioccolata (artigianale sia come dragèes e praline sia come cioccolatini finger). E che quindi potrebbe assumere anche una connotazione da candybar.

Ogni confettata è diversa per segue i gusti, il tema e/o il colore dell’evento: in questi anni di attività, ho creato allestimenti sempre diversi e personalizzati, partendo sempre dalle esigenze del cliente e dai colori dell’evento. Più mi sento libera di elaborare decorazioni, più ci saranno particolari di allestimento.

Alcuni elementi si ripetono, come per elaborare una firma.

Preparata di solito in concomitanza con il buffet di dolci o frutta, in parallelo con il tavolo delle bomboniere, viene inaugurata dopo il taglio della torta che solitamente nei matrimoni coincide con la parte più informale della festa e che dà via alle danze.

Sul tavolo sono presenti i segnagusto vicino al vaso e ogni contenitore ha un cucchiaio per poter comodamente prelevare i confetti. Sono presenti scatole portaconfetti o sacchettini di tulle (questo in base a come si struttura l’allestimento della confettata) per fare scorta o assaggiare più gusti.

Le caramelle sono per i bambini che solitamente non mangiano i confetti, se non quelli con il cioccolato: ogni gusto di confetti e caramelle è presentato in un vaso con il tappo o altri contenitori ermetici per garantire la freschezza del prodotto e la sua sicurezza (soprattutto per allestimenti all’aperto).

Ci sono gusti di confetti che non possono mancare, quali: il tradizionale alla mandorla classica (per i puristi che cercano il confetto non ripieno), mandorla e cioccolato, un mix di frutta. E poi il cavallo di battaglia: il confetto croccante.

Per scegliere i gusti più corretti, qualche tempo prima dell’evento, possiamo fare una bella degustazione. Insomma un lavoro duro!

Il budget di un matrimonio

Si sente parlare sempre di più cash flow, pianificazione di spesa e budget, anche per l’organizzazione del matrimonio e di altri eventi.

 Ma come si fa a sapere cosa si spende per un matrimonio, se per esempio è la prima volta che ci si sposa? 😊

Proprio grazie al mio contributo come wedding planner, possiamo elaborare un budget, un cash flow; solitamente, lo si compila durante i primi incontri, nei quali ascolto il racconto ideale del matrimonio della coppia e cominciamo a mettere dei punti fermi.

L’elaborazione di un piano economico generale ci permette di tenere sotto controllo le uscite dei vari servizi e di tenere in considerazione tutte le voci che sono coinvolte nel matrimonio.  E sono tante.

Ma quello che mi preme di più fare da subito è quello di elaborare un budget generale che sia congruo con il numero degli invitati: si definisce una cifra massima sotto la quale si cerca di stare, non tralasciando nessun aspetto.  

L’importante è che la cifra sia giusta e corrispondente con il numero di invitati: questo è il dato che fa pendere la bilancia e ci fornisce indicativamente l’ordine di grandezza della spesa. Difatti, la spesa della ristorazione che sia nella combinazione [location + catering] o ristorazione interna, è la fetta più grande e che porta via le risorse maggiori, quantificabili intorno al 50%.

Per questo, mi batto sempre per una lettura corretta del menù, per non avere sorprese o costi da gestire fuori budget.

Le voci di spesa di un matrimonio sono molteplici, ma per contenere spese folli o fuoriuscite non preventivate, è necessario lavorare sulle priorità: quali sono le priorità per una coppia? Ho imparato che ogni matrimonio è diverso perché noi siamo diversi e abbiamo punti fermi che non possono essere messi in discussione: alcune persone puntano sul divertimento, sulla musica, mentre altri puntano su elementi della ristorazione come l’open bar.

Sono queste priorità che vengono alla ribalta proprio nei primi momenti di incontro a definire le colonne portanti del nostro progetto, senza le quali non potremmo andare avanti nell’organizzazione. Non mi sentirete mai pronunciare la parola rinuncia, piuttosto si riformula il budget.

Perché le posso fare?

Perché la mia attività di wedding planner mi ha permesso di conoscere al meglio il mercato delle offerte del matrimonio, conoscono quali sono i costi minimi di ogni servizio, per poter elaborare una giusta offerta. Inoltre, tramite le collaborazioni instaurate ho la possibilità di esercitare scontistiche e sicuramente un potere economico, come un commerciale.

I costi minimi definiti all’interno del budget sono la garanzia di un rapporto qualità/prezzo bene definito: sotto questi minimi viene intoccato questo debole rapporto che non garantirebbe più la qualità.

Iniziando la progettazione di un matrimonio, la parte economica è fondamentale: non esiste un budget alto o basso. Esistono le priorità e la professionalità di aiutare le coppie di sposi in questo percorso.